Archive for dicembre, 2009

Gli anni zero

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Fine di anno e di decennio. Fioccano, come da copione, liste e classifiche di ogni genere.

Imperdibili le 50 foto che il Boston Globe ha messo in fila per descrivere il primo decennio degli anni 2000. Perché anche se la visione offerta è necessariamente parziale, le istantanee scelte, tutte evocative, toccanti, a tratti cruente, sono una eccellente sintesi di anni “drammatici, a tratti brutali”. Catastrofi naturali, il terrorismo, nuove guerre occupano prepotentemente la scena. Su cui per fortuna si affaccia però anche la speranza, simboleggiata da un uomo, Barack Obama, ma soprattutto da un mezzo, Internet.

Chissà cosa ci attende.

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Nella rassegna del Boston Globe, di cui quello che precede è un piccolo estratto, l’Italia è presente con una sola immagine: la testata di Materazzi a Zidane, nella finale del Mondiale di calcio 2006.

Il nuovo sfogliare

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Assicurano che nel 2010 si farà così:

Il New York Times spiega che ancora non esiste un tablet in grado di tradurre questa idea in realtà (ci sono ad esempio problemi con batterie, sistemi operativi, prezzi). Ma c’è grande attesa attorno al nuovo tablet che Apple potrebbe presentare già a fine gennaio. Potrebbe prendere il nome di I-slate ed essere la degna progenie di I-pod e I-phone. Potrebbe segnare un passo importante nel campo delle tecnologie e aprire la strada a nuove evoluzioni. Ma nulla per ora è confermato. Steve Jobs e soci, come da tradizione, alimentano la curiosità di mezzo mondo mantenendo un gran riserbo attorno alla loro nuova creazione. E allora non resta che aspettare il 2010, per vedere se sarà davvero, come lo stesso Nyt titola, “l’anno del tablet”.

Non è vero che non sappiamo…

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…ma tendiamo a dimenticare. Perché è più facile e comodo lasciarsi andare alla disattenzione e a una consolante retorica. Lo spiega Luigi Ferrarella in un articolo pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera.

A inquinare il quarantennale della strage di piazza Fontana è un conformismo speculare a quello che, all’inizio, viziò la ricerca dei responsabili della bomba che il 12 dicembre 1969 uccise 17 persone e ne ferì 88. Nei confronti delle vittime è infatti immorale, prima ancora che falso nella ricostruzione storico-giudiziaria, coltivare il luogo comune di una verità ignota, di una strage senza paternità, di misteri totalmente mai diradati. (…)