Partiamo male
Posted on lunedì, aprile 19th, 2010 at 14:32Gli stipendi degli italiani che entrano nel mondo del lavoro (i giovani, esatto) sono più bassi di quelli dei loro coetanei di molti altri Paesi europei (in pratica, stanno peggio di noi solo i Paesi dell’Est). Lo sapevamo, certo. Ma i numeri che questo articolo del Messaggero snocciola, ci aiutano a ricordare da dove traggono origine tutte quelle storie sui bamboccioni, che a 30 anni ancora vivono con mammà e papà, o sui cervelli in fuga, che scappano dall’Italia appena possono.
Il ricercatore italiano con un’esperienza lavorativa compresa tra 0 e 4 anni guadagna circa 12.500 euro l’anno contro i 30.500 del collega francese ed i circa 24.000 di quello tedesco (prescindiamo per semplicità dalle differenze che pure esistono tra uomini e donne). In Spagna si arriva comunque vicino ai 17.000: per trovare compensi più bassi bisogna guardare ai Paesi dell’Est. Distanze notevolissime, che però si accorciano con il progredire della carriera. I ricercatori con più di 15 anni di esperienza hanno in media in Italia una retribuzione annua intorno ai 49.000 euro, leggermente superiore a quella degli spagnoli e pari a circa due terzi di quella di francesi e tedeschi (rispettivamente 73.000 e 77.000 euro). Lo scarto c’è ancora ma è minore di quello accusato a inizio carriera: con Francia e Germania, come abbiamo visto, il rapporto era di uno a due, o a due e mezzo. Ancora una volta, essere giovani da noi non paga.
